Lavoro, subito liquidità alle imprese, ma la Toscana deve puntare di più sull'innovazione

I dati drammatici diffusi dall’Irpet, con la Toscana che soffre l’effetto della crisi post Covid in maniera superiore rispetto alla media del Paese, impongono un intervento massiccio da parte del Governo e della Regione attraverso contributi a fondo perduto per sostenere le filiere produttive, in particolare quelle del tessile e della meccanica. Mi sono già attivata su questo argomento in passato e, insieme ai parlamentari toscani del Movimento, continuerò a farlo. Ma è del tutto evidente che il modello della Toscana non può basarsi esclusivamente sulla manifattura a basso contenuto tecnologico e sulle esportazioni. Occorre un piano per l’innovazione industriale che in questi anni la Regione non ha saputo mettere in piedi e occorre un programma pluriennale di riduzione della burocrazia. Chi dice di volerla tagliare da un giorno all’altro, magari a colpi di lanciafiamme, prende in giro cittadini e imprenditori. E di questo non abbiamo bisogno. Il primo concreto passo deve essere quello di evitare a chi vuole fare impresa di fare la spola tra 80 uffici diversi, per presentare carte, ritirare permessi e ottenere pareri. Serve un ufficio unico in grado di svolgere l’intero iter burocratico, sollevare l’imprenditore da questo compito, e restituirgli la pratica evasa. Bisogna, prima di tutto, ripensare l’organizzazione della macchina amministrativa e dare una prima risposta immediata.

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Irene Galletti

Irene Galletti

Candidata alla Presidenza della Regione Toscana