Mukki, Renzi, Rossi e Giani hanno tradito gli allevatori. Nel 2016 solo il M5S si oppose alla fusione

Per noi del Movimento 5 stelle della Toscana, la Mukki è sempre stata un’azienda strategica, da risanare e rilanciare. Per Renzi, Rossi e Giani, al contrario, si è sempre trattato solo di un problema di cui liberarsi. Oggi ce l’hanno fatta: la toscanità del marchio è ormai un ricordo e il prezzo del latte pagato dalla società agli allevatori del Mugello si sta già riducendo. Se il candidato renziano Eugenio Giani avesse un briciolo di coerenza, smetterebbe subito di infarcire i suoi discorsi con la valorizzazione del “made in Tuscany” o la tutela delle eccellenze nostrane. Avevamo previso tutto e ci eravamo opposti a questo disegno e non a parole ma con atti concreti. Prima con il voto contrario della nostra consigliera comunale di Firenze, Silvia Noferi, poi con l’intervento di Filippo Nogarin e Gianni Lemmetti, sindaco e assessore di Livorno, che si presentarono all’assemblea straordinaria dei soci di Mukki del 9 maggio 2016 e bocciarono il progetto di fusione. Nonostante un pesante indebitamento, infatti, la società non era in perdita e poteva essere rilanciata e risanata. Ma i grandi strateghi dell’economia fiorentina e della politica toscana non volevano più saperne della Mukki, ritenendola non strategica. Chi oggi si straccia le vesti, dunque, lo fa solo per aver dimostrato totale incapacità di agire per il bene del territorio quando poteva farlo.

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Irene Galletti

Irene Galletti

Candidata alla Presidenza della Regione Toscana